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OSAS Giornalino

IL RUSSAMENTO E LE APNEE NOTTURNE

Il russamento può essere definito la patologia più in incremento in questi ultimi anni, anche perché molte volte è legato alle apnee notturne. Tale quadro patologico ha delle complicazioni molto gravi, quali ICTUS, VASCULOPATIE CEREBRALI, IPERTENSIONE, DIABETE ECC.. e sono sempre più messe in relazioni con gravi incidenti stradali per microaddormentamenti dei guidatori. Questa patologia deve essere studiata in maniera multidisciplinare dall’otorino, pneumologo, nutruzionista-internista, ed eventualmente dal neurologo.

Il pneumologo deve valutare la funzionalità respiratoria con una spirometria e la polisonnografia in maniera da valutare l’ossigenazione sanguigna durante il sonno, il nutrizionista internista entrerà in gioco se il paziente presenta dismetabolismi o sovrappeso, mentre l’otorino studierà la pervietà delle prime vie aeree con fibroscopia nasofaringolaringea con uno studio sulla lassità palatale e l’uvulomegalia.

Mediante questo studio si può valutare se instaurare una terapia medica a livello delle prime vie aeree, se agire con la collaborazione dell’internista ad un calo pnnderale, se con la collaborazione dello gnatologo ad una correzione del piano occlusale dentario o se avviare il paziente all’uso di un ventilatore respiratorio notturno a pressione positiva ( cpap) o se ultima spiaggia arrivare ad un intervento chirurgico modulato

Il trattamento chirurgico delle OSAS ha avuto negli anni un grande sviluppo che ha visto proporre numerose soluzioni, volte ad aumentare lo spazio respiratorio  e ridurre il collassamento delle strutture coinvolte nel tratto respiratorio sopralaringeo. Fibroscopia, elettrobisturi ad alta frequenza, laser e chirurgia robotica hanno aiutato in grande misura lo sviluppo di diagnosi e terapia chirurgica, nell’ottica di una più precisa localizzazione del sito di collassamento e di una correzione delle strutture interessate.

Per quanto riguarda il naso si procede con interventi in endoscopia che oramai, nella mia esperienza, non abbisognano più di tamponamenti classici con quindi assoluta assenza di dolore postoperatorio.

Uno dei siti di maggiore interesse chirurgico è il palato molle con l’ugola, negli anni sono state proposte diverse tecniche: uvuloplastica o uvulopalatoplastica con o senza l’utilizzo del laser.

Recentemente è stata proposta la tecnica delle tende a pacchetto. Con questa tecnica si sospende il palato molle alle strutture osteofibrose vicine. La realizzazione di questo intervento è favorita dall’uso di fili autobloccanti, che contribuiscono a mantenere salda la sutura.

Facendo tesoro dell’esperienza di Mantovani, Salamanca e Vicini, ho sviluppato una tecnica personale.

Si incide il palato molle come proposto da Salamanca, quindi si confeziona direttamente la sutura “Roman blinds” come da proposta da Mantovani e Vicini.

Tale chirurgia è stata eseguita in regime di one-day surgery e in anestesia generale in 86 pazienti nel periodo 2016-2018.

In tutti i casi è stata eseguita contemporaneamente una chirurgia delle fosse nasali: settoplastica e/o decongestione dei turbinati con radio frequenze.

Il decorso postoperatorio è stato buono in tutti i pazienti e non si sono rilevate complicanze (sanguinamento, ematomi importanti, ecc.).

I risultati a sei mesi/un anno sono buoni con una riduzione del russamento in tutti i pazienti. Alcuni pazienti hanno peraltro potuto abbandonare l’uso della CPAP.

 

Salvatore Ragusa direttore struttura complessa ORL Villa Igea Acqui terme

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Orl e Terapia Termal

L'OTORINOLARINGOIATRA E LE CURE TERMALI

LE CURE TERMALI:

le proprietà benefichedelle acque termali erano già note agli antichi romani ed in Italia riprendono vigore già dal medioevo.

VADS

è l’insieme delle strutture anatomiche costituenti le vie aerodigestive superiori predisposte sia alla funzione respiratoria che a quella digestiva e sono costituite da Naso, Seni paranasali,Faringe, Tube d’Eustachio e Laringe.

PATOLOGIE DELLE VADS

possono essere trattate con le cure termali: Riniti croniche, Faringiti croniche, Laringiti croniche, Otiti croniche.

TECNICHE DI TERAPIA TERMALE

Inalazioni (umide e secche)

Irrigazioni (nasali, orali, gengivli)

Insufflazioni tubo timpaniche

Con le Inalazioni si immettono nel sistema orecchio-naso-gola e nelle basse vie respiratorie acque minerali e gas disciolti,

l’Aerosol è invece la sospensione di un solido o di un  liquido in un gas e a seconda della grandezza delle goccioline (dette micelle) sono specifiche per le alte vie respiratorie quelle più grandi e per le basse vie respiratorie quelle più piccole,

le Nebulizzazioni sono le stesse cure immesse in un ambiente per le cure specialmente dei bambini, anche se oggi sono in disuso vista la facile trasmissività delle patolgie flogistiche in ambiente caldo umido

.Gli Humages son gas che si sviluppano spontaneamente dalle acque minerali, le Irrigazioni sono getti di acqua termale a bassa pressione o nel naso o in faringe o gengivali.

Infine Insufflazioni endotimpaniche (mediante l’uso di un catetere dal naso) ed i Politzer crenoterapico (mediante olivetta nel naso) si porta il gas attraverso la tuba di Eustachio nella cassa timpanica.

A COSA SERVONO LE CURE TERMALI?

Servono per la cura dei processi infiammatori rinofsringei e tubotimpanici ed aumentano la reattività delle mucose ai fenomeni infettivi per cui ci si può asoettare una guarigione completa in alcuni casi, in altri una riduzione delle recidive ed in altri casi ancora può avere un’azione predisponenete e favorevole per cure farmacologiche e chirurgiche.

Ulteriori studi hanno evidenziato una dimunuzione della spesa farmaceutica con una diminuzione delle assenze per malattia.

Per questi motivi le cure termali devono essere prese sempre in considerazione nello stilare un piano terapeutico, ben sapendo che ogni acqua minerale ha una composizione diversa e quindi un’azione diversa a seconda dei minerali e dei gas disciolti.

Tale terapia deve essere praticata SOLO da chi è esperto, specialisti, visto che non sono conosciute da tutti e purteoppo in Italia si é addirittura diminuito le scuole di specialità per un mero calcolo dei costi nella formazione di tali medici.

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Massaie e Vertigini

Massaie e Vertigini

Oddio, mi gira la testa! Quante volte vi sarà capitato di avvertire questa spiacevole sensazione? Si perde il contatto con il pavimento, con la realtà, la vista si annebbia, compare un senso di nausea che aumenta, aumenta, aumenta… non si riesce a stare in piedi, bisogna appoggiarsi e si tende a cadere in terra.

Gli specialisti definiscono vertigine la sensazione di movimento quando il movimento non c’è, la sensazione può essere rotatoria oppure di spostamento del corpo. Tale sintomatologia è accompagnata da una spiacevole sensazione di cadere (…perdo l’equilibrio!…) e molto spesso da sudorazione, nausea, talvolta addirittura vomito, senso di spossatezza, di testa vuota o pesante ed ha una durata variabile, a seconda della malattia che la causa, da pochi secondi, a minuti, ore o addirittura giorni.

La sede dell’organo dell’equilibrio, o labirinto, è l’orecchio. Qui, in pochi millimetri cubi, nello spazio di un pisello per intenderci, c’è un sofisticato sensore che riconosce in ogni momento la posizione della testa nello spazio e invia al cervello le informazioni necessarie al mantenimento dell’equilibrio e alla elaborazione del movimento. Il labirinto situato nell’orecchio destro deve lavorare allo stesso modo di quello situato nel sinistro, in maniera da avere la situazione “in equilibrio”. È come nelle bilance dell’orafo: nei due piatti ci deve essere lo stesso peso perché tutto possa funzionale perfettamente.

Quando uno dei due labirinti funziona meno ed è malato, ecco che la situazione si scompensa, non siamo più in equilibrio e compare la vertigine.

Ci sono diverse malattie che causano vertigine. La più frequente è la canalolitiasi, detta anche Vertigine Parossistica Posizionale Benigna. In questa patologia alcuni “sassolini” (che si chiamano Otoliti), che devono stare in un posto preciso del labirinto (in due vescicole: Utricolo e Sacculo), si muovono e vanno a finire in un altro distretto dell’orecchio (canali semicircolari) dove, se sono presenti, causano una stimolazione abnorme e una sensazione di vertigine molto intensa. Questa vertigine è caratteristica: si presenta solo quando si fanno particolari movimenti rapidi del capo (tipicamente alzarsi dal letto, mettersi a letto, chinarsi per raccogliere un oggetto caduto), è molto intensa  dura pochi secondi o un minuto. Quando si hanno questi sintomi lo specialista Otorinolaringoiatra è in grado di riconoscere la patologia ed effettuare una (o più) manovre dette “liberatorie” che riescono a togliere i famosi sassolini dal poso sbagliato e risolvere il problema.

Un’altra malattia che provoca la vertigine è la malattia di Ménière. Questa è una disfunzione non solo dell’organo dell’equilibrio, ma anche di quello dell’udito. Interessa generalmente un solo orecchio, e la vertigine è accompagnata da diminuzione di udito e da rumori nell’orecchio malato. La vertigine è molto intensa e porta anche a nausea e vomito, costringe il malato a letto e dura diverse ore, anche 6-12 ore. Il più delle volte la sintomatologia è talmente intensa che il paziente si deve recare al Pronto Soccorso! Anche in questo caso lo specialista può inquadrare il problema e impostare la giusta terapia che prevede la cura della fase acuta, anche con terapia endovenosa, ma anche della fase di “convalescenza”. La crisi vertiginosa tende a esaurirsi nel giro di 12-24 ore, e progressivamente si recupera l’udito e i rumori tendono a scomparire.

Una perdita improvvisa della funzione vestibolare di un lato, invece, si presenta con vertigini intense, nausea, vomito, disequilibrio, sudorazione, ma non sempre ha sintomi uditivi associati. È quella che viene da tutti chiamata “labirintite”, anche se il termine non è corretto. La causa è spesso infiammatoria e la patologia si risolve nel giro di qualche giorno, ovviamente con l’opportuna terapia.

Altre cause di vertigine hanno un’origine vascolare: un difetto del circolo cerebrale può portare a un diminuito apporto di sangue alle strutture che regolano l’equilibrio, causandone una disfunzione che si manifesta con una vertigine. In questo caso, generalmente, la sintomatologia è meno violenta, ma di più lunga durata. La diagnosi si affida alla raccolta della storia clinica del paziente, attenta alle patologie concomitanti (diabete, ipertensione, dislipidemie…) e la terapia è diversa: non farmaci antivertiginosi, ma farmaci che aiutano la circolazione.

Questo breve excursus non voleva essere assolutamente esauriente, ma spiegare le più frequenti cause di vertigine. Purtroppo qualche volta, vista l’intensità dei sintomi, è necessario ricorrere alle cure di un Pronto Soccorso, per impostare una terapia “d’urto”, generalmente endovenosa, che possa risolvere il problema acuto. Una volta risolto il problema acuto, sarà cura del medico di famiglia, o, meglio, dello specialista Otorinolaringoiatra, prendere in carico il paziente per impostare una terapia di recupero il più efficace possibile.

A questo proposito, negli ultimi anni, si è diffusa la terapia riabilitativa della vertigine. Dopo una fase acuta, il paziente, talvolta, non riesce a riprendersi appieno, rimane una “vertigine residua” non invalidante, ma fastidiosa. La terapia medica spesso risulta poco efficace, e quindi sono state sviluppate tecniche fisioterapiche che migliorano il controllo della postura e dell’equilibrio proprio allo scopo di recuperare questa insicurezza residua. Anche in questo caso lo specialista Otorinolaringoiatra saprà consigliare la strada migliore per i recupero completo.

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